Aidoru

Paul Atreides (detto Useppe) ha avuto un ruolo centrale nella nascita di dirtyinbirdland. Devo a lui l’aver fatto leggere i miei versi a qualcuno che non fosse la mia seconda pelle. Ma Atreides è un combattente ninja, e non posso mettere qui le sue parole, salvo che non venga lui a posarle.

Metto però qualcosa che lui ha ha fatto per maiko, che per dirtyinbirdland è stata il vettore con la spada.

 

Inoltre, il dono che mi ha fatto di recente, per i ragazzi del Liceo Della Valle, di una versione commentata del Credo di Ballard, che è stata la sua prima dichiarazione pubblica che ho letto, nel 2004.

( What i believe ) – ( J.G.Ballard )

Credo al potere dell’immaginazione per rifare il mondo,
per sciogliere le redini della verità dentro di noi ,
per ritardare la notte,
per trascendere la morte,
per incantare le autostrade,
per ingraziarci gli uccelli,
per guadagnarci la fiducia dei folli.

Credo in tutte le mie ossessioni,
nella bellezza degli incidenti d’auto ,
nella quiete delle foreste pluviali,
nel clamore delle spiagge solitarie ,
nell’eleganza dei cimiteri d’automobili ,
nel mistero dei parcheggi multipiano,
nella poesia degli hotel abbandonati.

Credo nelle rampe in disuso di Wake Island
che puntano agli oceani delle nostre fantasie .

Credo nell’oscuro fascino di Margaret Thatcher,
nell’arco delle sue narici e nel bagliore del suo labbro inferiore,
nella tristezza dei piccoli soldati argentini feriti,
nei sorrisi di spettro dei benzinai,
nel mio sogno che Maggie ceda alle carezze
di questo giovane soldato d’Argentina,
in un motel abbandonato
vegliato da un benzinaio morente.

Credo nella bellezza di tutte le donne,
nel tradimento della loro fantasia
quando mi è vicina al cuore ,
nel crocevia dei loro corpi disillusi
con i binari incantati e scintillanti
dei banconi dei supermarket,
nella loro tiepida pazienza per le mie perversioni.

Credo nella morte del futuro,
nella fine del tempo,
nella nostra ricerca di un tempo nuovo,
dentro ai sorrisi di cameriere d’autogrill
e negli occhi stanchi
dei controllori di volo in aeroporti fuori stagione.

Credo negli organi genitali dei Potenti
nel portamento di Ronald Reagan, di Margaret Thatcher
e della Principessa Diana,
nel respiro dolce che emana dalle loro labbra
mentre fissano le telecamere di tutto il mondo.

Credo nella pazzia,
nella verità dell’inesplicabile,
nel buon senso delle pietre,
nell’umore lunatico dei fiori,
nelle malattie portate alla razza umana
dagli astronauti della missione Apollo.

Non credo a niente.

Credo in Max Ernst, Delvaux, Dalì,
Tiziano, Goya, Leonardo, Vermeer , De Chirico, Magritte, Redon , Duerer ,
Tanguy , Facteur Cheval , nelle torri di Watts ,
in Boecklin , Francis Bacon
e in tutti gli altri artisti invisibili
rinchiusi nei manicomi del pianeta .

Credo nell’impossibilità dell’esistenza,
nello spirito delle montagne,
nell’assurdo dell’elettromagnetismo,
nella farsa della geometria,
nella crudeltà dell’aritmetica,
nel proposito assassino della logica .

Credo nelle donne adolescenti,
nel potere di distruzione della curva delle loro gambe ,
nella purezza dei loro corpi scarmigliati,
nelle tracce dei loro umori
lasciate nei bagni di motel malandati.

Credo nel volo,
nell’eleganza di un’ala
e nella bellezza di ogni cosa abbia mai volato ,
nel sasso lanciato da un bambino
che spazza via la saggezza di statisti e ostetriche.

Credo nella delicatezza del bisturi,
nella geometria infinita dello schermo cinematografico,
nei mondi segreti dentro ai supermarket,
nella solitudine del sole,
nel cinguettìo dei pianeti,
nell’immutabilità di noi stessi,
nell’inesistenza dell’universo e nella noia dell’atomo.

Credo nella luce diffusa dai televisori
nelle vetrine dei grandi magazzini,
nelle profezie messianiche delle griglie
dei radiatori esposti nei saloni d’automobili,
nell’eleganza delle macchie d’olio
sulle gondole dei 747
parcheggiati sulle piste catramate degli aeroporti.

Credo nell’inesistenza del passato,
nella morte del futuro
e nelle infinite possibilità del presente.

Credo nello sconvolgimento dei sensi:
in Rimbaud, William Burroughs, Huysmans ,
Genet, Celine, Swift, Defoe, Carroll, Coleridge, Kafka .

Credo nei progettisti delle piramidi,
dell’Empire State Building, del Fuehrerbunker di Berlino,
delle rampe di lancio di Wake Island.

Credo nell’odore della pelle di Lady D.

Credo nei prossimi cinque minuti.

Credo alla storia dei miei piedi .

Credo nei dolori di testa, nella noia dei pomeriggi,
nella paura dei calendari, nel tradimento degli orologi.

Credo nell’ansia,
nella psicosi,
nella disperazione.

Credo nelle perversioni,
nelle infatuazioni per alberi,
principesse, primi ministri, stazioni di rifornimento distrutte
(piu’ belle del Taj Mahal),
nuvole e uccelli.

Credo nella morte delle emozioni e nel trionfo dell’immaginazione.

Credo in Tokyo, Benidorm , La Grande Motte , Wake Island,
Eniwetok , Dealey Plaza .

Credo nell’alcolismo,
nelle malattie veneree, nella febbre e nell’esaurimento.

Credo nel dolore.

Credo nella disperazione.

Credo in tutti i bambini.

Credo nelle mappe, nei diagrammi, nei codici,
nel gioco degli scacchi,
nei rompicapo, negli orari e nelle tabelle
degli aeroporti.

Credo a tutte le ragioni .

Credo a tutte le allucinazioni.

Credo a tutta la rabbia.

Credo a tutte le mitologie
a ricordi, menzogne, fantasie, evasioni.

Credo nel mistero e nella malinconia di una mano,
nella gentilezza degli alberi,
nella saggezza della luce .

CREDO* – Versione con note

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