Per Fabrizio Pittalis

Su Venere ho un amico, del dopo: Fabrizio Pittalis

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Boccucce d’angelo al giardino di Venere
(lettera in versi a Fabrizio Pittalis)

Non si sa dire quella parola piccola e intagliata,
quella che posson solo boccucce sporte senza macchia,
riparate al colar del sugo, della panna, del succo di albicocca,
portate sino ad essere domanda, semplice ed improvvisa
ed abbagliante. Non si sa dire, la si falsifica d’amore,
come contraffattori benemeriti e potenti, come dei ladri
d’ombre immature ed incidenti, non paghi né consolati
alla feroce ed infinita fioritura, nel giardino degli assenti.

(Nerina Garofalo, settembre 2011)

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