di Nerina Garofalo

Fra etica e tasse, firma libertaria

Ho firmato oggi la raccolta di firme per l’#abrogazionedellaTassaetica

Ecco perché–

Stop Tassa Etica

“La presente proposta di legge mira ad abolire la “tassa etica, un’addizionale IRPEF e IRES del 25% applicata
ai redditi derivanti da attività pienamente lecite nel settore pornografico. Introdotta nel 2006, si tratta di
una tassa aggiuntiva che, per chi lavora in questo ambito, si somma alle altre imposte ordinarie già dovute.
Determina un trattamento fiscale discriminatorio fondato non sulla capacità contributiva, ma su una valutazione
morale del contenuto dell’attività lavorativa svolta. Questa impostazione contrasta con principi fondamentali
dell’ordinamento costituzionale: la laicità dello Stato, che impone neutralità rispetto alle scelte morali individuali;
l’uguaglianza fiscale, che vieta discriminazioni arbitrarie tra contribuenti; la libertà di espressione; e il principio di
capacità contributiva, secondo cui ciascuno deve contribuire alle spese pubbliche in proporzione al proprio reddito.
La tassa etica colpisce infatti lavoratrici e lavoratori che svolgono un’attività legale non per quanto guadagnano,
ma per ciò che producono, trasformando il fisco in uno strumento di giudizio etico e di stigmatizzazione sociale. La
proposta intende dunque ripristinare un sistema tributario equo, neutrale e coerente con i principi costituzionali,
eliminando una misura punitiva che non tutela alcun interesse pubblico e che rappresenta un precedente
pericoloso nell’uso della leva fiscale come strumento di controllo morale.”

Ora, la pornografia prodotta e fruita da adulti non è a mio parere differente dalla produzione di tabacco, alcol armi, automobili. E nemmeno differisce dalla produzione di bibite, zuccheri lavorati, alimenti di qualsiasi natura. Sta a noi adulti utilizzare, consumare o meno, proporre, produrli.

La tassa etica non tutela i minori, il cui accesso ai contenuti pornografici è onere delle figure genitoriali e scolastiche inibire. Così come sta a loro controllare l’accesso ad essi, nei modi e luoghi opportuni. La tassa etica non vede applicazione su altri produttori di beni, e risulta di fatto una operazione moralistica e censoria non solo inutile quanto grave. Introdotto ai tempi del Cavaliere, torna oggi in auge persino sui regimi forfettari. I più colpiti i piccoli operatori del settore, non certo le produzioni ricche spesso a regime fiscale extraterritoriale.

Infine: la pornografia ha un suo mercato, online e non, poiché risponde a bisogni di adulti consenzienti e consapevoli insindacabile, per quanto possa sembraci volgare, inadeguata e forviante. Come per i sentimenti, la sessualità e la sua visione è frutto di una cura continua del come ci percepiamo, percepiamo gli altri e utilizziamo il principio di “consenso” esplicito. Anche qui.

Moralismi e falsi controlli sono inutile atto di mancata coerenza libertaria e democratica.

Qui il link per firmare

Le immagini da un film splendido sul rapporto della personal mondo del porno.

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