Nata in Calabria

(photo by Hemmet Gowin)
(photo by Hemmet Gowin)

Nata in Calabria, ci ho fatto l’amore.
Ho preso il nettare mutato in miele
d’api operose nei pomeriggi estivi,

ci ho visto il sangue che si mischia,
la festa del maiale qualcosa mi ha insegnato.
Ho visto scorrere torrenti, e navigare mari.

Ho visto ceste sulle donne e donne in cesto,
e fazzoletti e gonne larghe sapersi fare, all’occorrenza,
cerchio. Ho visto auto che bruciavano, scintille

di montagna senza fretta, nel buio silenzioso
della notte. Accanto a molto orrore, molto onore,
dal cieco e preveggente ho avuto  una carezza.

L’ho visto quel sapone per le strade,
che scende e sparge, come le lane ai materassi,
un bianco nuvola che sta fra bene e male.

Mi hanno insegnato ogni valore dei silenzi,
il disvalore del silenzio e il suo spavento.
La notte che sa essere d’amanti, e culla di cemento.

Ho pianto il riso e messo il riso nella zucca,
mi ha resa ricca il sentimento che, lontana,
tutto torna. Non tutto il mondo sa dare tutto

[questo]
a una bambina. La voglia di essere
per sé,
cosa preziosa.

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