Una supernova colma di amore

Nella lista significativa di film recenti e meno recenti che raccontano con maggiore o minore tormentosa tenerezza il rapporto della persona e dei suoi cari con l’Alzhaimer, spicca Supernova, in uscita domani nelle sale.

Diretto da Harry Macqueen, racconta la storia di Sam (Colin Firth) e Tusker (Stanley Tucci), un pianista e uno scrittore legati da un amore che dura da vent’anni. Attraversando in camper campagne e paesaggi inglesi, hanno un questo viaggio l’occasione di progettare la convivenza a partire dalla consapevolezza delle malattia di Tusker, e di toccare la vera e intima collisione di questa con le loro vite.

L’interpretazione è magistrale, per entrambi i protagonisti. Mai sopra le righe, quasi avvolta da una nebbia invisibile da cui emerge il dolora come una costellazione di emozioni insostenibili. E’ un film che lascia turbatissimi, indifesi. E i volti dei due attori, con la loro totale consacrazione al vero, narrano la tenerezza lasciando sfiniti.

Se penso a The Father, con Anthony Hopkins, se penso a Still Alice, con Julianne Moore, se penso ad Iris, un amore vero, con Kate Winslet e Hugh Bonneville, se penso a “The Iron Lady” è un film del 2011 diretto da Phyllida Lloyd, e alla Meryl Streep che assume su di sé la vita dell’ex primo ministro britannico Margaret Thatcher e il suo rapporto con la malattia, trovo in ognuno di essi la traccia di una doverosa e complessa riflessione sulla perdita della relazione che questa malattia introduce irrimediabilmente, con se stessi, con le categorie di spazio e tempo, con i legami di identità e parola con le persone amate, con annessa dipendenza insostenibile.

Non ho ancora incontrato un film che racconti questo nelle famiglie meno intellettuali e ambienti, e forse ci vorrebbe il miglior Ken Loach a dirlo. E forse sono io a non avere memoria, o a non conoscere.

Ma questo certo aiuterebbe a una consapevolezza sociale di una solitudine intoccabile, di una perdita del confine di sé che non può essere lasciata sola, e non pensata.

Con molto amore, non possiamo non farci carico di quella specifica, ad oggi irrisolvibile, solitudine stellare, di questa irreparabile e irreparabile Supernova.

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