Cloroformio

Se c’è una donna che mi emoziona, e mi erotizza, quando scrive d’amore, è Barbara Giuliani. Nel novembre scorso è uscito Cloroformio, una raccolta di poemetti in prosa, direi io, forse un romanzo in versi sull’amore, in cui l’amore è verso tutto quello che così possiamo dire, denominare, sussurrare. Se dovessi fare oggi dono di un libro ad un amato/a, ma oggi è un incidente di percorso sul mio ritardo a scriverle di quanto lo abbia amato questo suo, è Cloroformio che donerei.

Barbara canta, ha la bellezza fluida di una metrica che si determina nel flusso, è viscerale, femminile, incauta e tonda. Come la Sexton. Sa ortogonalizzare mentre centra, si srotola su te che leggi, come se fosse per davvero zucchero filato; e filo delle spine nel concentramento, ma senza morte. Come se lei esorcizzasse.

E’ un libro, Cloroformio, che meriterebbe di esser letto a voce, radiofonico, notturno. O sciolto come perle quando si inciampa e il filo perde, diventa terra, e questa trema. Di colore. Bianco.

Ecco, c’è molto che si potrebbe rintracciare nell’infinito delle allusioni a citazioni, un tempo che può stare fra ’50 e questi d’oggi, ma sempre attenta a dove cade l’ultimo suo accento. Domani, penso. Per questo libro così bello, mi piace che ci sia San Valentino a dirne sul mio blog, e insieme quel ricorrere in altrove di un’altra donna che monologava lì in America (Monologhi della Vagina, erano quelli, e sono).

Ognuna ha una sua voce. Quella di Barbara è perfetta, non sbava, a meno che non morda come il cane venuto dall’inferno, e Buk, la chiamo io, perché ha qualcosa di Bukowski. E non so dire esattamente dove, ma è come un neo che rende unica la guancia. Un neo maschile in una forma di scrittura così femminile da far dire che è come fertile in ruscelli.

Bravissima. Io spero che la prenda l’editoria che poi fa il giro nelle librerie dove si capita. Mi piace immaginare che la sua gioia (del dire, del cantare) e quel suo saper piangere le sillabe se mancano, possano darsi per contagio.

Se per amore, oggi o domani, io lo volessi portare, un libro, a qualcuno fra le dita , io lo farei con Cloroformio.

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